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giovedì 9 febbraio 2017

La felicità è...


La felicità è... ? Lo abbiamo chiesto a voi!
Sopprimendo i nostri istinti narcisisti e smettendo i panni da piccole Sibille cumane, ci siamo affidate al parere dei lettori/lettrici del nostro blog.
Un grazie di cuore alle persone che ci hanno dedicato un po' del loro tempo e hanno condiviso con noi il loro pensiero.
Non è poi così semplice soffermarsi a riflettere su cosa sia la felicità... perché una volta che le hai dato una definizione ce l'hai davanti che ti fissa come se ti dicesse..."e ora che sai cosa sono perché non vieni a prendermi?". Un bello sforzo.



"Mitja si entusiasmava, ma era ciò che sempre gli avveniva con ogni nuova impresa e con ogni decisione improvvisa. Si abbandonava con passione a qualunque nuova idea."   F. Dostoevskij, I fratelli Karamazov
Un attimo, un istante; un battito d'ali o di ciglia. Questa è la felicità. Troppo istintiva, troppo improvvisa e discontinua per definirla. L'euforia del momento è forse felicità. Ma il desiderio vero, quello che chiunque, a qualunque età, ricerca, è la serenità.  Uno status spirituale e fisico di pienezza, di appagamento. Una condizione duratura, in cui i battiti del cuore sono regolari e le sensazioni positive. Non importa cosa succeda, non importa quello che sarà domani, tra un mese o mai più. Lo spirito è sereno. Non ci sono motivi particolari, non ci devono neppure essere. È il solo fatto di esistere, o meglio, di vivere e sperimentare le possibilità di ogni giorno. Non è passività, è amore e benessere. È la consapevolezza di non essere mai soli, nemmeno quando chi più amiamo ci delude o scompare. È sapere che la natura e gli animali ci sono e ci saranno  sempre, sotto forme differenti ma comunque presenti e pronti a capire e a consolare ogni nostra esperienza. Ecco, forse serenità è anche comprensione, e, perché no, consolazione. Ma questa è un'altra storia, niente a che vedere con la sferzante e impulsiva libidine dell'essere felici.
Eliz

La felicità è .... condivisione!
Salvatore


Felicità è quando non ti manca niente per star bene. Quando la situazione in cui ti trovi ti fa star bene e ti senti appagato. Può essere anche solo un momento come svegliarsi al mattino e mangiare la propria colazione preferita avendo come sottofondo una bella canzone o la visione di un tramonto in spiaggia. Può anche rappresentare un periodo della vita in cui in vari ambiti ti senti appagato (famiglia amici amore lavoro).
Arianna



La felicità è condividere pensieri e idee con menti profonde.
La felicità è trovare l'armonia nel cuore e nel partner.
La felicità è non lavorare lavorando.
Mauro


La felicità sono i miei genitori che si abbracciano e si guardano innamorati, ancora.
Eleonora



La felicità è spiegata in questa citazione di Benigni... "Ce l’abbiamo. Perché l’hanno data a tutti noi. Ce l’hanno data in dono quando eravamo piccoli. Ce l’hanno data in regalo, in dote. Ed era un regalo così bello che l’abbiamo nascosto come fanno i cani l’osso, che lo nascondono. E molti di noi lo fanno così bene che non si ricordano dove l’hanno messo. Ma ce l’abbiamo, ce l’avete. Guardate in tutti i ripostigli, gli scaffali, gli scomparti della vostra anima. Buttate tutto all’aria. I cassetti, i comodini che c’avete dentro. Vedrete che esce fuori. C’è la felicità. […] E anche se lei si dimentica di noi, non ci dobbiamo mai dimenticare di lei". 
Nicoletta



Felicità è ...
• qualcosa che fa nascere un sorriso
• quando tutto va come vorresti
• stare bene con se stessi
• fare una cosa che ti piace da impazzire
• avere attorno persone che ti amano, una famiglia stupenda e degli amici meravigliosi
• sentirsi appagati, sentirsi soddisfatti per aver raggiunto degli obiettivi
• un momento inaspettato che ti fa battere il cuore
• l'attesa di un qualcosa che sai che arriverà di cui non vedi l'ora (qualcosa che hai programmato di fare)
• un sogno che si avvera
Vale


E voi... in quale definizione vi riconoscete?
Sentitevi liberi di esprimere anche il vostro parere. Un abbraccio!

venerdì 27 gennaio 2017

Tutti i tipi di felicità, e dove trovarli

"Tutti gli esseri umani vogliono essere felici; peraltro, per poter raggiungere una tale condizione, bisogna cominciare col capire che cosa si intenda per felicità"


"La felicità non è una truffa", cantano quei simpaticoni dello Stato Sociale. Mah. io c'ho i miei (legittimi) dubbi. Se esistesse davvero un karma (altra cosa di cui dubito fortemente ), a quest'ora dovrei essere ricca, famosa e amata.
Invece mi mi barcameno senza uno stipendio fisso, saltellando da un incarico temporaneo rigorosamente sottopagato alla disoccupazione, e anche sul piano affettivo non è  che vada troppo bene.
Senza contare che non appena arriva una gioia, anche la più  misera, viene subito controbilanciata da una sfiga uguale o maggiore.
C'è un perverso rapporto di proporzione tra gioie e sfighe, non so se ve ne siete mai accorti. A me è successo così tante volte di gioire e poi piangere nell'arco di meno di 24 ore che ormai inizio a pensare che sì, un dio esiste e ce l'ha con me.
E dopo questo solare incipit, vi chiederete perché non mi sia ancora tagliata le vene (ci ho provato, ma è andata male. Scherzo, state calmi). Ecco. Non l'ho fatto perché ho imparato ad accontentarmi e a godere delle piccole gioie quotidiane. Tipo il mio capo che non mi sclera contro, il mio moroso che mi porta la colazione a letto, il cane che mi accoglie manco fossi un reduce del Vietnam. E ho imparato a sfruttare le grandi gioie finché non vengono stroncate dalla sfiga stronza.
Ognuno sta al mondo come meglio può. È questa la felicità.


"Dio ha messo la felicità dappertutto (...) Abbiamo solo bisogno di cambiare il modo in cui guardiamo le cose", così recita una scena memorabile di Into the wild,che mi ha ispirato.
Prima di scrivere questo post ho snocciolato allo sfortunato di turno tutta una serie di principi su come raggiungere i vertici della felicità. E lo sfortunato di turno, nella fattispecie il mio fidanzato, che stoico sopporta i miei picchi di entusiasmo e le conseguenti cadute, mi ha risposto secco: "Ogni volta che ti chiedi se sei felice smetti di esserlo". Sì certo, alle volte un po' di tatto in più non guasterebbe ma il concetto è arrivato forte e chiaro.
La felicità non può essere un obiettivo (casa, carriera, matrimonio, ecc) a cui tendere altrimenti si rischia di vivere protesi nel futuro aspettando sempre il momento perfetto, che non arriverà.
La felicità non può essere aspettativa né dipendenza dalle scelte altrui.
La felicità non può essere gioia. La gioia è l'euforia di un periodo, breve o lungo che sia. Ma passa.
La felicità non può essere nemmeno evitare sofferenze e fatiche. Non può essere fuga dopo una delusione.
La felicità non può essere smettere di credere nella felicità.
Secondo me la felicità è un modo di stare e di guardare. Provo a spiegarmi con una citazione che mi ha conquistata:

Ho vissuto molto, e ora credo di aver trovato cosa occorra per essere felici: una vita tranquilla, appartata, in campagna. Con la possibilità di essere utile con le persone. E un lavoro che si spera possa essere di una qualche utilità; e poi riposo, natura, libri, musica, amore per il prossimo. Questa è la mia idea di felicità. E poi, al di sopra di tutto, tu per compagna, e dei figli forse. Cosa può desiderare di più il cuore di un uomo (L. Tolstoj)

Tolstoj hai fatto centro nel mio cuore!
La felicità come tranquillità, ancor meglio se in un luogo in armonia con la natura.
La felicità come bellezza di essere dono per gli altri, senza pretendere nulla in cambio e sperando solo di essere di una qualche utilità per il proprio ritaglio di spazio e di tempo.
La felicità come musica, libri e arte per riempire occhi e anima.
La felicità come amore. E provate a leggere tutte le teorie, a convertirvi a ogni religione, a viaggiare, il risultato di ogni tempo e ogni luogo (secondo me) sarà sempre lo stesso: siamo programmati per amare ed è l'unica cosa che ci realizza come persone. Tutto il resto ci abbruttisce rendendoci piccoli egoisti infelici. Dobbiamo solo scegliere.
Attendo smentite, ben strutturate.