Visualizzazione post con etichetta affetto. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta affetto. Mostra tutti i post

giovedì 6 aprile 2017

Fidanzati fantastici e dove trovarli


L'indipendente: l'uomo indipendente richiede, nella giusta misura e senza trascurarvi, i suoi tempi e i suoi spazi: non sarete messe da parte né diventerete un riempitivo. Ovviamente concederà a voi gli stessi, identici diritti, altro che pari opportunità e quote rosa. L'indipendente è la nuova frontiera del femminismo. Indispensabile.



L'attento: c’è. Semplicemente e splendidamente c’è. Quando parli ti ascolta, davvero. Non attacca occhi finti sulle palpebre per fingersi sveglio mentre tu ti arrovelli alla ricerca della soluzione a un problema. Non sbadiglia durante la discussione della tua tesi di laurea, causa di notti insonni occhiaie da panda e crampi addominali.  Non potrebbe farlo. Perché lui è lì per te. E ogni tuo problema, ogni tua gioia, ogni tuo traguardo è un po’ anche il suo.
Ti capisce o almeno si sforza di capirti, di mettersi nei tuoi panni.
L’”attento” è un esemplare in via d’estinzione a causa della proliferazione dell’inarrestabile virus dell’egocentrismo, piaga sociale  ad oggi ancora in fase di studio.
Marcalo stretto e ritieniti molto molto fortunata ad averlo accanto.


Il deciso: consigliato a tutte le donne impulsive o cincischiatrici, il deciso è in grado di acchiappare le proprie opportunità al momento giusto e non scappa di fronte alle responsabilità. Coglie l'attimo che ciao, Orazio, ciao. Anche quando voi non sapete farlo, perché siete così insicure da non saper scegliere nemmeno il fondotinta. Il deciso: non lasciatevelo scappare.


Il maturo: ha superato eroicamente la fase dell’adolescenza. Non ha bisogno di dimostrare agli amici di essere il più virile in una gara di rutti o il più spericolato in una corsa con gli scooter in tangenziale. Non ha bisogno di collezionare ogni sera una ragazza diversa per confermare la propria virtus. Non ricerca spasmodicamente conferme o apprezzamenti. Ha imparato ad accettarsi, a volersi bene. È completo e sa bastarsi. Probabilmente le esperienze della vita lo hanno già messo a dura prova ma ne è uscito vittorioso e ha imparato ad accogliere anche le sofferenze.
Non ti sceglierà per colmare lacune affettive o perché ti ha scambiato per un surrogato materno. Ti sceglierà perché ha visto in te qualcosa di bello che vale la pena proteggere e coltivare. Sarà amore vero e chi lo conoscerà non tornerà più indietro.


Il tradizionalista: poco incline a rinunciare ai pranzi della domenica in famiglia, il tradizionalista è legato alla famiglia in modo sano e non è cresciuto sotto una campana di vetro: rispetta valori incisi nella pietra. Seppur presente, sua madre non sarà mai invadente e voi potrete approfittarne quando non aver sbatti di cucinare. Insomma, il tradizionalista è come il maiale: non si butta via niente.



L'attivo: da non confondere con lo sportivo incallito per alcune superficiali assonanze. È un ragazzo in forma ma senza fanatismi. Ha fatto suo il motto mens sana in corpore sano ma non passa il suo tempo a scattarsi foto in palestra in fase di sollevamento pesi allo specchio. È a posto con se stesso e non ha bisogno di conferme altrui.
Dopo che vi ha conquistata non si abbandona sul divano con boxer, birretta e Playstation, assumendo con il trascorrere del tempo le sembianze e la verve di un panda. No, lui ha spirito d’iniziativa ed è intraprendente. Vi coinvolge in attività divertenti e sa gustare a pieno i piaceri della vita.


Il virile: specie ormai in via d'estinzione, l'uomo virile non va confuso con il trasandato. Si districa tra monociglio e ala di gabbiano, tra orsetto e wurstel con un'abilità che il Ronaldinho dei tempi d'oro può accompagnare solo. Evitando gli eccessi della cura maniacale e della sciatteria, il virile vi farà sentire delle vere donne, soprattutto se barbuto. Accattatevillo.


Il generoso: non significa sperperatore. Il “generoso” è un compagno di vita altruista. Non ti metterà in imbarazzo chiedendoti di pagare la cena perché conosce molto bene la galanteria. Non ti rinfaccerà la benzina spesa per percorrere il tragitto da casa sua a casa tua. E non si tratta solo di un discorso economico.
Il generoso ama e ci tiene a renderti  felice. Non ha paura di andare “in perdita” a concederti troppo. Il tempo trascorso insieme non è mai uno “spreco” per lui. Cosa volete di più?


Sincero: ah, il sincero... un uomo che non conta balle ormai è come un'oasi del deserto. Sarà che il trend "ce l'ho più grosso io" ormai è un morbo universale e che le bazze sono un must per ostentare la virilità, ma un uomo che riconosce e ammette i propri limiti è meglio, e su questo non ci piove. C'aveva visto lungo Arisa quando canticchiava "sincerità, un elemento imprescindibile per una relazione stabile": occhi aperti e accaparratevi il sincero, manco fosse un parcheggio in Ventura durante il salone del mobile.


Il solare: è il tuo Sole.  La tua fonte di calore. Una vera e propria manna dal cielo. Il fidanzato solare è quello che ha deciso di vivere la vita con leggerezza senza inutili paranoie. Sa sempre trovare in tasca le parole giuste da pronunciare per farti ridere anche quando con il moccio al naso e gli occhi annacquati lo guardi affranta dall’ennesima lite con la collega. Il suo abbraccio è avvolgente ed è un porto sicuro in cui approdare ogni sera per ricordarsi che in fondo le piccole e grandi sventure della quotidianità sono nulla in confronto all’amore.

venerdì 11 novembre 2016

Amicizia, questa sconosciuta




(Quasi) Nessun uomo è un’isola

Per questo post ho chiesto consiglio a un mio amico: ovviamente è stato inutile.
Grazie, eh, Davide, grazie davvero, tutti amici finché non ho bisogno di un favore e dimostrate l’utilità di un dito nell’occhio. 

Bando alle ciance, ce l’avete presente cosa diceva John Donne e dopo di lui Jon Bon Jovi? “Nessun uomo è un’isola”. Ecco io invece sono come Will di About a boy, io sono quella cazzo di Ibiza (toh, visto che buona, vi rinfresco pure la memoria: https://www.youtube.com/watch?v=KddCMQBh51E). Anzi, sono un isolotto sfigato e sconosciuto, visto che ultimamente la mia vita sociale è paragonabile a quella di un monaco tibetano sordomuto.
Non è che sono così cinica da non credere a legami forti, sinceri, disinteressati, sia mai eh... solo che la vita, grandissima sadica, mi ha dimostrato che sono molto (ma molto) più rari di quello che si crede, e gli amici che credevi i migliori si rivelano degli stronzi, e tu ti senti più stronza di loro ad avergli dato fiducia e affetto (ogni riferimento a persone esistenti o a fatti realmente accaduti è puramente voluto). Quindi sono diventata un bozzolo di insicurezza e sarcasmo, che così magari la prossima volta ci penso su un po’ di più prima di considerare qualcuno un amico vero. 
Ed ecco quindi il mio personalissimo parere, che ve ne freghi o no, io dispenso opinioni inutili in formato famiglia, sconto 3x2.

Esistono, gli amici veri, ma sono come i porcini nel Sahara.


Rifletti a lungo se devi accettare qualcuno fra i tuoi amici ma, presa la decisione, accoglilo di tutto cuore

Così scriveva il filosofo Seneca all’amico Lucilio, invitandolo a riconoscere il vero valore dell’amicizia. Scelta e accoglienza. Un’accoglienza cor-diale, fatta quindi solo col cuore, non con la mente.
Sembra facile parlare in modo roseo e romantico dell’amicizia ma mentre mi apprestavo a scrivere mi sono accorta che non lo è affatto. Ho sollevato le mani dalla tastiera e mi sono persa.
Si rischia di cadere nella retorica stereotipata del “chi trova un amico trova un tesoro”, “amici amici poi mi rubi la bici”, ecc.
C’è il rischio di credere di sapere tutto o almeno quanto basta ma più ci si pensa più si capisce che forse non si è compreso nulla. Come leggendo la frase che ho appena scritto.
Ora mi spiego meglio. Ci sono tante amicizie di testa e poche di cuore.
L’amicizia può essere il miglior sentimento che si possa provare nella vita ma bisogna essere pronti. E non sempre lo siamo. Forse quasi mai. 
Per essere preparati all’amicizia bisogna voler bene a sé stessi, volersi così tanto bene da non aver bisogno di continue conferme da parte degli altri, da non avere bisogno di semplice compagnia per riempire il silenzio.  Bisogna avere il cuore pronto. Altrimenti le persone diventano semplici erogatori, di attenzioni, di consigli, di bevute. E la testa rimane sempre concentrata a cogliere l’errore, a lamentarsi che “avrebbe potuto fare” “avrebbe dovuto dire”. Queste sono le amicizie di testa.

A friend is not a means 
you utilize to get somewhere
somehow you didn’t notice, 
friendship is an end.

Così cantava il duo indie pop norvegese, i Kings of Convenience. L’amicizia non è un mezzo ma un fine. Un traguardo, una meta.
L’amicizia di cuore, quella pura, ideale nasce quando conosciamo una persona e ci accorgiamo del suo valore. Cominciamo a volerle bene. La scegliamo tra tante perché la reputiamo degna di fiducia e stima.  E quindi infine la accogliamo, con pregi e difetti. Cresciamo insieme a lei, aiutandoci a vicenda a tirare fuori il meglio. Ci consoliamo nelle sofferenze e ci sproniamo ad andare avanti. Ci sentiamo noi stessi senza bisogno di dimostrare qualcosa in più. Non è un’emozione, è una virtù. Le emozioni si muovono e muovono (come dice la parola stessa). Le emozioni mutano. L’amicizia invece è una disposizione stabile dell’animo, che rimane immutata anche quando si è lontani. Dobbiamo solo essere disposti a viverla.