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giovedì 23 marzo 2017

Perchè fare serata con le amiche cambia. Drasticamente.


Eravamo quattro amiche al bar che volevano cambiare il mondo...

O forse bastava cambiare se stesse. E crescere, con i sogni chiusi nelle borsette.





Sono le amiche di sempre, quelle del liceo, quelle che ti hanno vista crescere e cambiare, quelle che hanno condiviso a pieno la crisi adolescenziale, quando sul viso ogni centimetro di pelle ingaggiava un’estenuante e stoica lotta contro l’acne ruggente, quando all’ansia della versione di greco o della verifica di chimica del giorno dopo si aggiungeva quella di tutte le “prime volte”: la prima cotta sospirata e mai ricambiata, la prima serata in discoteca quando barcollante e impacciata sui primi tacchi tentavi di fingerti disinvolta sulla pista illudendoti di sembrare Alex Owens di Flash Dance, la prima festa della scuola che nel tuo immaginario si profilava stile Prom americano e poi si rivelava essere un party da scantinato dei peggio organizzati, la prima storia d’amore con i crampi allo stomaco che si mischiavano alle farfalle svolazzanti.

Ecco loro. E le vostre serate insieme. Quanto sono cambiate nel tempo?


Prima
Era facile ed entusiasmante organizzare le serate. Sedute tra i banchi di scuola passavate le ore a progettare le uscite del weekend. Probabilmente tra di voi c’era la pioniera, quella aggiornata sui locali più cool da provare, in contatto con i principali PR della città. E poi c’era la sognatrice, quella che per ogni invito a feste o compleanni faceva partire un film mentale degno di contendersi il primato con Il tempo delle mele di Pinoteau.
C’era la timorosa: "Ci sarà anche Lui?”, “E io cosa mi metto?”. E voi giù a tranquillizzarla anche se in fondo non potevate fare a meno di essere contagiate dalla sua scossa elettrica.
E poi le interminabili telefonate del pre-serata con annesse scommesse e previsioni flirtologiche.


Dopo
L’organizzazione della serata è diventata il vero insormontabile ostacolo da superare. Il resto è discesa e stridore di denti.

Primo step: Vediamoci in settimana. Calendario alla mano. Missione: trovare una sera libera in comune. Ce la faremo? Serpeggia il panico e si comincia a sudare freddo. Con la matita si spuntano serate in agenda come se non ci fosse un domani. Come minimo finisce che la settimana designata slitta di almeno una quindicina di giorni.
Secondo step: dove? Missione: trovare un luogo facilmente raggiungibile a tutte. Né troppo incasinato per il parcheggio né troppo isolato perché non si sa mai, né troppo costoso (qualcuna sta ancora finendo lo stage pur essendo vicina all'età del pre-pensionamento) né troppo cheap (altrimenti cosa postiamo su Instagram?!?), dove si possa fare aperitivo (abbondante e vario) o anche bere solo una tisana calda (inno alla vitalità).

Superate queste due fasi uscite a riveder le stelle. E a rivedervi, stelle!
E iniziate subito a snocciolare tutte le novità delle vostre vite. Anche qui c'è la pioniera, quella che coraggiosamente prima di tutte ci prova, compra casa e mette su famiglia. E voi, con la mascella cadente per la sorpresa, vi mostrate entusiaste e felici mentre sotto sotto, in un posticino nascosto, vi chiedete quando verrà il vostro turno, ma non lo dite, non lì perlomeno. Manca il fiato ma ingerite svelte una boccata d’aria e andate avanti ad ascoltare con un bel sorriso stampato sulla faccia.
C'è l’amica che fa carriera e che vi mostra orgogliosa tutte le prove della sua promettente scalata sociale che costa qualche sacrificio ma vale la pena, a detta sua. E poi c'è l’insoddisfatta, quella piena di aspettative che tardano a realizzarsi, che procrastina decisioni per paura di sbagliare.

Eravamo quattro amiche al bar che volevano cambiare il mondo...

O è il mondo che alla fine cambia noi. 

Eppure potrebbero passare anche anni ma ogni volta che ci si rivede il tempo sembra essersi fermato. Ex soldatesse reduci da una guerra combattuta insieme, la crescita.

venerdì 9 dicembre 2016

E tu... che amica sei? Il ritorno

Top ten delle amiche #2








La vegana: sempre un passo avanti nel cavalcare i trend del momento, da qualche tempo ha deciso di votare la sua esistenza a insultare la specie umana che ancora si ciba di carne, formaggi, uova e derivati vari. Beata ignoranza! Non provare a proporle una grigliata per Pasquetta se non sei certa di saper reggere le sue lamentele per i successivi decenni. Ti convincerà a provare i nuovi locali della Milano bene che si sono specializzati in cucina crudista, frequentati da hipster perennemente afflitti dal problema delle tubature difettose (sì, perché altrimenti come spiegare la scelta ammazzavirilità di quei pantaloni con caviglia scoperta?!?)  Ti inviterà a provare seitan mopur e muscolo di grano. Da sempre convinta femminista in minigonna combatte fieramente le sue battaglie. È sicura di sé e sente di aver capito tutto. Tu seguila e avrai il mondo nelle tue mani. Certo ogni tanto il dubbio potrà venirti… sulla solidità etica dei ragionamenti. Hai il recondito timore che se nel futuro mondo vegetariano dovesse avvenire la svolta "carnivora" per puro spirito anticonformista la vedresti in prima fila, famelica, come un soldato in trincea pronta ad addentare un pezzo di carne umana, magari la tua.



La sportiva: che sia passata dalla danza all'arrampicata o che sia iscritta da sempre fedelissima alla stessa società, la sportiva è l'amica che avete visto più volte in tuta da ginnastica che coi tacchi. Capelli perennemente legati in una coda, viso acqua e sapone, fisico tonico che al solo guardarlo vorreste ritornare a dormire e non uscire più dal letargo. Più volte operata a menisco, crociato anteriore, femore, anca, clavicola, solo per citarne alcuni, non si arrende e prosegue. Per lei la vita è una partita. Non può fare a meno dell'adrenalina agonistica. Ogni esperienza è una sfida. Competitiva in campo, c’è un’alta probabilità che lo sia anche fuori. E tu... o ti dimostri fedele compagna di fatiche guadagnandoti rispetto e lealtà senza confini o sei avversaria acerrima da combattere.



La femme fatale: il suo sport preferito è la caccia grossa. Sempre perfetta, conosce tutte le tecniche del rimorchio: dallo sguardo ammiccante ai capelli scostati alle frasi sussurate del tipo “non indosso le mutandine”, che Mrs Robinson da lei c’ha solo da imparare. Uscire con una fatalona è una garanzia: se siete single in cinque minuti sarete attorniate da tutti gli uomini del locale, ma purtroppo a voi toccherà il più sfigato, a meno che lei non proponga, lì per lì, un menage à trois, e allora sciambola. Attenzione: il suo atteggiamento non fa di lei una facilotta, anzi. Spesso la panterona seduce per il solo gusto di farlo, senza ulteriore necessità di portarsi a letto qualcuno. Il più delle volte, il mal capitato verrà abbandonato con un’erezione imminente, mentre lei vi avrà già trascinato in un altro locale per sbocciare tra amiche e sfottere la sua ultima vittima.



Il maschiaccio: diametralmente opposta alla femme fatale, considera gli uomini solo degli amici e la femminilità non sa manco dove stia di casa. La delicatezza di un camionista e la finezza di uno scaricatore di porto sono i tratti distintivi di questa amica.
È difficile trovare punti in comune con lei perché voi del Fantacalcio e della serie C del campionato polacco non sapete una beata mazza. Le uscite insieme sono limitate, perché o vi arrendete ad accompagnarla allo stadio ogni maledetta domenica o vi spaccate di birra da far impallidire tutta l’Oktoberfest. E allora perché ce l’avete tra le amiche? Semplice: come gli uomini, il maschiaccio è leale e sa far gruppo e baldoria come nessun altro. 
Con un piccolo ma non trascurabile dettaglio: lasciatele i suoi spazi, altrimenti rischiate che si senta soffocata e vi volti le spalle per dedicarsi all’ultimo torneo di Fifa.



La migliore amica: ce l’abbiamo tutte. È l’Amica, quella con la A maiuscola, con cui si può parlare di qualsiasi cosa senza timore di essere giudicate. È l’amica che, semplicemente, c’è. C’è ad ogni vostra crisi perché lo stronzo di turno vi ha mollate o perché non sapete che cosa mettervi per il primo appuntamento, c’è per festeggiare i vostri successi e per asciugare le vostre lacrime. C’è perché sa tutto di voi e voi sapete tutto di lei, e vi conoscete così bene da completare l’una le frasi dell’altra. È quella che avete chiamato quando vi siete beccate la prima cotta e quella a cui avete raccontato il primo bacio, e che sarà la vostra testimone di nozze. La migliore amica è una certezza, è la vostra ancora di salvezza e il vostro porto sicuro. È la vostra persona, perché come voi non potete fare a meno di lei, lei non può fare a meno di voi. 
Non ci sono cazzi, la migliore amica c’è stata, c’è e ci sarà.

E con questo passo e chiudo, che sono stata fin troppo sdolcinata per i miei gusti e sto ultimo profilo pieno di pregi non rientra proprio nelle mie corde.

venerdì 25 novembre 2016

E tu... che amica sei?

Top Ten delle amiche #1







L’alternativa: ha cambiato colore di capelli più volte di quelle in cui tu ti sei arrovellata domandandoti incerta se farti coraggio e tagliare quelle maledette doppie punte. Ti ha trascinato felice per tutte le feste del liceo, organizzate negli scantinati più bui del quartiere o nei capannoni più infimi dei parchi. Ti ha guidata trionfante ad ascoltare la neonata band punk in cui suonava l’idolo del momento, di solito un tipo scialbo e magrolino rigorosamente di nero vestito con occhi infossati e sorriso vacuo. Ti ha fatto imparare a cantare a squarciagola le canzoni dei Green Day mentre a casa tua andava ancora a ripetizione l’Lp di Claudio Baglioni dei tuoi genitori. L’amica alternativa è l’altra faccia della luna, è l’ondata di colore, il pizzico di follia, è la fragilità mascherata da look aggressivo. Sai che puoi contarci e non ti scoraggi nemmeno difronte alle sue ultime stravaganze del momento, tipo la caccia frenetica ai Pokemon rari.


L'organizzata: all’alba e al tramonto, al mare o in montagna, sotto sforzo o in un centro benessere, i suoi capelli rimangono perfettamente ondulati, le unghie laccate senza accenni di sbeccature, la mise impeccabile. È l’amica che ad agosto ti ha già snocciolato un piano dettagliato sul Capodanno e vorrebbe farti firmare col sangue la prenotazione dello chalet per non lasciarti possibilità di fuga. Scrive per prima gli inviti a tutta la compagnia per gli ultimi eventi imperdibili sollecitando con veemenza le risposte. Ti sprona a prendere decisioni ineluttabili e ti conduce fiduciosa nelle vie della mondanità cittadina. È la persona adatta a tirarti fuori dal caldo guscio della pigrizia e del perpetuo rimandare, che tanto del doman non v'è certezza. Ha una soluzione per ogni problema e un piano B per ogni evenienza. Tieni a mente che ogni tanto anche lei necessiterà di un abbraccio che la liberi anche solo per pochi minuti del peso ansioso del dover essere. Come tutti, del resto.



La caotica: nella sua testa galleggiano bolle di sapone e coriandoli come se piovesse. Lamica caotica è il contrario dellorganizzata. Incapace di comprare unagenda per segnarsi gli appuntamenti, è innocentemente propensa a dimenticarsi delluscita programmata con te tre volte su due. Sai che non ti conviene chiederle un fazzoletto mentre siete in giro perché potrebbe perdersi nei meandri della sua borsa e riemergerne affranta senza averlo trovato. Lamica caotica è un vulcano di idee prive di concretezza. Di certo sa come mettervi di buonumore e aumentare la vostra autostima. Se sopravvive lei cè speranza per tutte.


La saggia: è l’amica che tutte noi abbiamo e che (talvolta) non vorremmo avere, perché lei SA. Sa tutto di tutto e di tutti, e dispensa consigli così, come se non ci fosse un domani: dalla nouance di rossetto perfetta per voi al tipo che dovreste frequentare fino alle proprietà benefiche del bisabololo.
È una stracciacazzo  che, dall’alto del suo piedistallo, dispensa perle di saggezza a noi povere sfigate, ma il più delle volte aiuta gli altri senza saper aiutare se stessa, ma tant’è, la madre delle saputelle è (purtroppo) sempre incinta. Talvolta però c’ha ragione, quindi ogni tanto ascoltatela, chissà mai che per una volta nella vita prendiate la decisione giusta, frequentando un tipo con più cervello che pene (in tutti i sensi, eh) e la smettiate di farvi pare sull’olio di palma.



L’insicura: diametralmente opposta alla saggia, non dispensa consigli ma ha bisogno di ricerverli. Decidere cosa fare il sabato sera la manda in crisi da TSO, sentirsi con un ragazzo per lei è un’impresa che ciaone Ercole, prima di un appuntamento cambierà mise almeno una dozzina di volte e voi lì, a fissarla e a chiedervi che cazzo cambia se metti la blusa beige o la maglietta nera, al primo appuntamento l’unica cosa importante è avere la biancheria abbinata. Il suo mantra è non so, ripetuto in ogni occasione: siete in pizzeria e “non so cosa ordinare”, in palestra e “non so come allenarmi”, allo stadio e “non so chi tifare”. Sebbene la voglia di sfancularla abbia spesso la meglio, non fatelo: vi sembrerà di aver abbandonato un gattino in autostrada durante una fredda giornata di pioggia e il senso di colpa vi mangerà vive.